documentario, Italia 2012, 60′, di Stefano Liberti e Andrea Segre
In seguito agli accordi tra Gheddafi e Berlusconi del 2009, le barche dei migranti intercettate in acque internazionali nel Mediterraneo sono state sistematicamente ricondotte in territorio libico, dove non esisteva alcun diritto di protezione e la polizia esercitava indisturbata varie forme di abusi e di violenze. Molti dei respinti, circa 2000 persone, erano richiedenti asilo. La vicenda è ora sotto esame alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. Un racconto di grande dolore e dignità.
maggiori informazioni su ZaLab.org
Il documentario è stato realizzato con il sostegno di OPEN SOCIETY FOUNDATIONS
Il documentario sarà distribuito a partire da Marzo 2012.
Per organizzare una proiezione, scriveteci distribuzione@zalab.org
di Alberto Bougleux. Videointervista, Spagna 2008, 10 min Prod. Quaderni del CSCI-ZaLab, 2008
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Scorsese ha detto di lui che era un antropologo che si esprimeva con la voce di un poeta. A noi invece ha detto che dell’antropologia non gli importava proprio niente, e tutto quel che cercava era la poesia, “che è come il sale, conserva le cose”. In questa videointervista, realizzata da ZaLab a Barcellona nel 2008*, Vittorio De Seta, padre del documentario italiano, ripercorre gli elementi fondamentali della sua personalissima cinematografia, dal suono, al montaggio, al rapporto con i personaggi e i loro ambienti. Un appello alla resistenza per un mestiere difficile e necessario, un richiamo alla sfida del reale, che può tornare a imporsi anche quando sembra ormai troppo tardi.
*pubblicata in Quaderni del CSCI, n. 4, 2008, Barcellona.
documentario, Italia 2011, 45 min, di Matteo Calore e Stefano Collizzolli
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Cosa resta di una rivoluzione nelle vite delle persone che l’hanno attraversata?
Nel racconto di cinque ragazzi tunisini, incontrati a Manduria, Mineo e Palazzo San Gervasio, un’intera vita soffocata sotto il regime di Ben Ali, la rivoluzione inaspettata e dirompente che l’ha messo in fuga. Poi la possibilità di partire, per alcuni a lungo sognata e per altri solo improvvisata.
Gli anni migliori sono i loro: quelli di una generazione di giovani cui per troppo tempo è stata negata la libertà, e che hanno deciso di provare a prendersela fino in fondo.
documentario, Italia/Germania 2011, 75 min, di Gustav Hofer e Luca Ragazzi
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Dopo l’acclamato “Improvvisamente l’inverno scorso” ( Nastro d’Argento 2009, menzione speciale Berlinale 2008, più di 200 festival in tutto il mondo), Luca e Gustav tornano a raccontare l’Italia di oggi, non senza sarcasmo e ironia.
in uscita da metà ottobre 2011 distribuito da ZaLab
video partecipativo, parte della collezione “Lapa TV”, Italia 2011
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Tre corti di anmazione in stop motion realizzati dagli alunni della scuola primaria dell’isola di Stromboli. Tre avventure dei Barbasassi, curiosi personaggi nati per magia dalle pietre vulcaniche, alle prese con i problemi della spiaggia, le difficoltà di una caffettiera alle prime armi e le aspirazioni notturne di tre pennelli.
campagna per la tutela dei diritti civili dei rifugiati in Libia
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Dal maggio 2009 l’Italia ha respinto in Libia centinaia di profughi del Corno d’Africa. Oltre duemila sono oggi bloccati nella guerra libica senza possibilità di avere alcuna protezione.
intervista a due dei protagonisti de “Il sangue verde”
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in occasione dell’uscita dell’edizione dvd de Il sangue verde, pubblicazione speciale online dell’inedito video Viaggio di Zongo e Abraham, due dei protagonisti de Il sangue verde (immagini girate da Andrea Segre, Luca Bigazzi e Matteo Calore e montate da Theo Ercolano), una lucida testimonianza di grande attualità sulle violenze della polizia libica e sulle difficoltà del viaggio verso Lampedusa.
documentario, Italia 2010, 89 min, di Paolo Pisanelli
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“C’è una cosa che nessuna tv, nessuna radio può riportare fedelmente: il silenzio. Nei primi giorni dopo il sisma il silenzio era ovunque. Non solo tra le macerie. Le persone andavano in giro come fantasmi. In mezzo alla gente c’era il silenzio, dentro la testa c’era il silenzio”. La notte del 6 aprile 2009 un violento terremoto ha devastato una delle più belle città italiane e il suo territorio, dotato di uno straordinario patrimonio artistico e naturale.
Dopo quella notte, L’Aquila è divenuta teatro della politica sia nazionale che internazionale. Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha deciso di spostare il summit del G8 nel capoluogo abruzzese per captare l’attenzione e ottenere aiuti internazionali.
Per mesi le persone “terremotate” sono rimaste spaesate e totalmente escluse dalle scelte politiche che decidevano il loro futuro.
In un periodo di quindici mesi di riprese, il film racconta la città più mediatizzata e mistificata d’Italia, passata dalla rassegnazione alla rivolta attraverso mille trasformazioni, intrecciando storie di persone, luoghi, cantieri, voci e risate di “sciacalli” imprenditori che hanno scatenato la protesta delle carriole, quando ormai il terremoto non faceva più “notizia”. Riprendiamoci la città hanno gridato gli abitanti dell’Aquila e si sono organizzati per spalare le macerie, dimostrando la volontà di non rassegnarsi al silenzio, anche se costretti a vivere nelle periferie di una città fantasma.
blog del progetto web per la memoria cinematografica dell’isola
Stromboli ha un radicato rapporto con la storia del cinema: l’isola, a partire dal 1949, anno un cui fu girato “Stromboli, Terra di Dio”, di Roberto Rossellini con Ingrid Bergman, è stata meta di molti cineasti viaggiatori. Da qui il progetto di un Museo del cinema di Stromboli, come luogo ideale della memoria cinematografica dell’isola. Il blog aggiorna sugli eventi e sui nuovi contenuti del Museo.
progetto web per la memoria cinematografica dell’isola
Stromboli ha un radicato rapporto con la storia del cinema: l’isola, a partire dal 1949, anno un cui fu girato “Stromboli, Terra di Dio”, di Roberto Rossellini con Ingrid Bergman, è stata meta di molti cineasti viaggiatori. Da qui il progetto di un Museo del cinema di Stromboli, come luogo ideale della memoria cinematografica dell’isola.
progetto web di giornalismo partecipativo sul lavoro migrante nelle campagne italiane
L’osservatorio Braccianti e’ un nuovo portale che ospita le segnalazioni e le notizie relative alle condizioni dei lavoratori agricoli immigrati in Italia.
L’iniziativa e’ nata in seguito all’uscita del documentario “Il sangue verde” di Andrea Segre, un racconto delle condizioni di degrado e ingiustizia in cui vivono quotidianamente migliaia di braccianti africani sfociate nelle manifestazioni di rabbia del gennaio 2010.
La ribellione degli immigrati ha messo a nudo un sistema economico e di sfruttamento fortemente influenzato dal potere mafioso della ‘Ndrangheta.
L’osservatorio Braccianti vuole essere la prosecuzione di questo percorso di denuncia ed informazione, innescato dagli immigrati e testimoniato dal film di Segre, che puo’ contribuire al rafforzamento della societa’ civile contro il razzismo, lo schiavismo e la mafia.
Il servizio, ospitato da ZALAB, offre una visione geografica aggiornata, che puo’ essere direttamente implementata da chiunque abbia informazioni, testimonianze, foto, video da segnalare, provenienti da testate giornalistiche, tv, weblog e siti informativi, o dalla osservazione diretta del fenomeno.
progetto web di documentazione multimediale sui desaparecidos algerini
Il Memoriale virtuale degli Scomparsi in Algeria è un progetto web per la raccolta e la pubblicazione di tutta la documentazione testuale e multimediale disponibile sulle vittime del terrorismo di stato in Algeria. Il Memoriale pubblicherà nel tempo gli oltre 8.000 dossier su casi di sparizione forzata, la rassegna stampa e tv, le foto e le risorse raccolte dal 1998 dal Collettivo delle Famiglie degli Scomparsi in Algeria.
documentario, Italia 2010, 57 min, di Andrea Segre
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Gennaio 2010, Rosarno, Calabria. Le manifestazioni di rabbia degli immigrati mettono a nudo le condizioni di degrado e ingiustizia in cui vivono quotidianamente migliaia di braccianti africani, sfruttati da un’economia fortemente influenzata dal potere mafioso della ‘Ndrangheta. Per un momento l’Italia si accorge di loro, ne ha paura, reagisce con violenza, e in poche ore Rosarno viene “sgomberata” e il problema “risolto”. Ma i volti e le storie dei protagonisti degli scontri di Rosarno dicono che non è così. Scovarle e dare loro voce è oggi forse l’unica via per restituire al Paese la propria memoria: quella di quei di giorni di violenza e quella del proprio recente quanto rimosso passato di miseria rurale.
video partecipativo, parte della collezione “Lapa TV”, Italia 2010
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3 cortometraggi di animazione tridimensionale in passo-1 realizzati dai bambini della scuola elementare di Stromboli, nel corso degli ultimi laboratori di Lapa TV (aprile 2010).
video partecipativo, parte della collezione “Padova 2g”, Italia 2010
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Cos’è la “seconda generazione”? Cosa vuol dire “il MIO paese” o “il TUO paese”? Qual’è il posto che posso chiamare casa? Non avevamo le idee chiare; abbiamo cercato di capire cosa ne pensava chi ci stava attorno.
spettacolo teatrale di Anastasia Astolfi e Maddalena Grechi
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Non storie di vittime, di padroni e di servi, di madri in fuga e figli abbandonati. Ma storie di donne con la capacità di affrontare con ironia e coraggio le sfide del mondo e rompere il silenzio che condanna molte di loro a vivere in solitudine la difficile separazione dai figli.
Neda è una signora romana di 50 anni. Una “romana de Roma”, cresciuta negli anni ’60 a due passi dal Colosseo. Oggi però Neda non vive più nel suo rione. Sta a Ponte di Nona, nel cuore delle “nuove centralità” romane. 6 Km oltre il Grande Raccordo Anulare, lungo la Prenestina, oltre 20 km dal Colosseo. Sara, 18 anni, a Ponte di Nona invece è cresciuta. Figlia di una pugliese e di un egiziano, è una delle pochissime ragazze di Ponte di Nona che ha avuto la possibilità di andare al liceo.
Dal cuore della borgata periferica, Sara e Neda ci conducono in un’ inchiesta spontanea sulle dinamiche di interesse e di potere che segnano le vite quotidiane di migliaia di cittadini come loro: quartieri costruiti senza servizi, senza collegamenti viari, senza luoghi di socialità, senza nessuna manutenzione.
“Magari le cose cambiano” è un film sulla dignità di uomini e soprattutto donne che non si piegano all’ingiustizia e si battono giorno per giorno contro la logica perversa delle nuove guerre tra poveri. ulteriori informazioni su ZaLab.org
documentario, Italia 2009, 60 min, di Andrea Segre
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Neda è una signora romana di 50 anni. Una “romana de Roma”, cresciuta negli anni ’60 a due passi dal Colosseo. Oggi però Neda non vive più nel suo rione. Sta a Ponte di Nona, nel cuore delle “nuove centralità” romane. 6 Km oltre il Grande Raccordo Anulare, lungo la Prenestina, oltre 20 km dal Colosseo. Sara, 18 anni, a Ponte di Nona invece è cresciuta. Figlia di una pugliese e di un egiziano, è una delle pochissime ragazze di Ponte di Nona che ha avuto la possibilità di andare al liceo.
Dal cuore della borgata periferica, Sara e Neda ci conducono in un’ inchiesta spontanea sulle dinamiche di interesse e di potere che segnano le vite quotidiane di migliaia di cittadini come loro: quartieri costruiti senza servizi, senza collegamenti viari, senza luoghi di socialità, senza nessuna manutenzione.
“Magari le cose cambiano” è un film sulla dignità di uomini e soprattutto donne che non si piegano all’ingiustizia e si battono giorno per giorno contro la logica perversa delle nuove guerre tra poveri (la versione integrale è disponbile in pay per view). ulteriori informazioni su ZaLab.org
video partecipativo, parte della collezione “show in a show”, Germania 2009
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un laboratorio di video partecipativo durato 5 giorni nel Theatrespektakel Festival di Langenau (Germania), nell’ambito di un programma di teatro interculturale che vuole opporsi alle minacce dei gruppi neonazisti locali.
video partecipativo, parte della collezione “show in a show”, Germania 2009
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un laboratorio di video partecipativo durato 5 giorni nel Theatrespektakel Festival di Langenau (Germania), nell’ambito di un programma di teatro interculturale che vuole opporsi alle minacce dei gruppi neonazisti locali.
documentario, Spagna, Francia, Italia 2009, 53 min, di Alberto Bougleux
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La tragedia delle sparizioni forzate in Algeria attraverso la vita di Nassera Dutour, madre algerina che dopo la sparizione di suo figlio Amine nel 1997, ha dedicato la sua vita alla creazione del movimento delle famiglie degli scomparsi e alla lotta per la memoria, la verità e la giustizia.
video partecipativo, parte della collezione “Lapa TV”, Italia 2009
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Corto realizzato dai ragazzi della scuola media di Canneto di Lipari durante un laboratorio sul cinema di animazione, maggio 2009.
Un progetto a cura delle associazioni La Stanza dello Scirocco e Margarita&Margherita
presentazione di una mostra a Stromboli, Italia 2009
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Il trailer della video installazione “Stromboli a Stromboli, 60 anni di cinema in mezzo al mare”, per i 60 anni del film Stromboli, terra di Dio di Roberto Rossellini (Italia, 1949).
documentario, Italia 2008, 60 min, di Andrea Segre, Dagmawi Yimer e Riccardo Biadene
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“Come un uomo sulla terra” è il documentario che ha rotto il silenzio sugli accordi tra Italia e Libia e ha svelato le terribili violenze subite dai migranti arrestati e respinti in Libia.Un racconto pieno di dignità che ha commosso e indignato centinaia di migliaia di italiani.
Un racconto in prima persona, per svelare le atrocità a cui sono destinati migliaia di uomini, donne e bambini respinti dalla “cattiveria” del Ministro Maroni e consegnati alle brutalità di uno Stato dittatoriale e violento come la Libia.
Un film contro le violenze e le sopraffazioni di respingimenti e deportazioni dei migranti.
In Francese le parole “le nostre donne” e “no donne” suonano all’incirca uguali. Qual’è quindi il ruolo delle donne a El Jem? questo è il primo estratto dal cortometraggio “No(s) femmes”, girato e montato a El Jem nell’Aprile 2008
video partecipativo, parte della collezione “Bologna, integra?”, Italia 2007
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Fuggi dalla tua terra, dove sei un perseguitato politico. Arrivi in Italia – un paese democratico, aperto e rispettoso dei diritti umani. Là chiedi che ti venga riconosciuto il diritto, internazionalmente sancito, all’asilo. Dopo due anni…
video partecipativo, parte della collezione “Bologna, integra?”, Italia 2007
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Se sei una donna sola, e vivi con i tuoi quattro figli in quaranta metri quadri, affitto, lavoro ed integrazione non sono certo le cose più facili del mondo.
documentario, Italia 2007, 23 min, di Sara Zavarise
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Il quartiere del Carmine di Brescia ha conosciuto negli ultimi decenni rapidi cambiamenti, dovuti all’aumento di residenti immigrati e ad un imponente progetto di riqualificazione urbana, che ha trasformato in profondità le sue caratteristiche fisiche, il profilo dei suoi abitanti, gli spazi pubblici, i luoghi del commercio, le relazioni di vicinato.
Il documentario è stato prodotto da Synergia Srl nell’ambito del progetto Equal Koinè “L’integrazione degli immigrati nella società locale e nell’impresa”.
documentario, Italia 2007, 23 min, di Sara Zavarise
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Il documentario è stato prodotto da Synergia Srl nell’ambito del progetto Equal Koinè “L’integrazione degli immigrati nella società locale e nell’impresa”.
Il quartiere del Carmine di Brescia ha conosciuto negli ultimi decenni rapidi cambiamenti dovuti all’aumento di residenti immigrati e ad un imponente progetto di riqualificazione urbana che ha trasformato in profondità le sue caratteristiche fisiche, il profilo dei suoi abitanti, gli spazi pubblici, i luoghi del commercio, le relazioni di vicinato.
video partecipativo, parte della collezione “ZTV Barcelona”, Spagna 2007
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Durante l’incontro di Barcellona, abbiamo chiesto a Daniela Aronica e ad Amparo Moreno Cerda chi è Za. Chiedere chi è Za è come chiedere chi siamo, e forse qualcosa di più.
video partecipativo, parte della collezione “El Jem 2007″, Tunisia 2007
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Uno sguardo veloce al laboratorio di marionette e giganti, per imparare come organizzare una parata in maschera per le strade della città tunisina di El Jem.
video partecipativo, parte della collezione “El Jem 2007″, Tunisia 2007
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50 secondi per raccontare il laboratorio di danza condotto da Gianni Bruschi, Francesco Botti e Stefano Questorio per il festival Decouvertes Tunisie 21 a El Jem.
video partecipativo, parte della collezione “El Jem 2007″, Tunisia 2007
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Human Beat Box è l’arte di riprodurre i suoni di tutti i possibili strumenti, sia acustici che elettronici, con il solo uso delle labbra, a solo, in composizioni polifoniche, in jam sessions con altri beat boxer. ZaLab TV ha incontrato a El Jem Ezra, L.O.S., Faya Braz e Mic Flo, fra i migliori beat-boxer in Francia e forse al mondo…
video partecipativo, parte della collezione “Sogni di Za”, Tunisia 2007
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Chi può andare al mare? Cherifa è una ragazza di Kerchaou, un piccolo villaggio nel deserto tunisino. Non può andare al mare, la sua famiglia e gli altri abitanti del villaggio penserebbero male. La vita è diversa per suo fratello Abdessalam…
video partecipativo, parte della collezione “Sogni di Za”, Palestina 2007
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Che cos’è il mare? Se vivi nella West Bank, questa è una domanda difficile. Siamo andati in cerca, fra il paese di Biddu e l’università di Bir Zeit, di memorie, significato e sogni di mare dietro i checkpoints.
video partecipativo, parte della collezione “Sogni di Za”, Tunisia 2007
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Due fratelli, due concezioni dell’amore nella Tunisia contadina. Abdelmajid si è sposato con la donna decisa da suo padre. Farhat ha rifiutato le pressioni familiari, e si è sposato con una ragazza scelta da lui… via rapid posta! Come sarà l’amore per le prossime generazioni?
video partecipativo, parte della collezione “Sogni di Za”, Palestina 2007
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Mariam guarda il paesaggio asciutto attorno a casa sua, e ricorda la sua lotta con l’esercito israeliano, quando le hanno espropriato la terra per costruire il muro.
video partecipativo, parte della collezione “Sogni di Za”, Palestina 2007
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A volte si sogna, ad occhi aperti o chiusi, quello che proprio non si può fare. L’unico problema è che si rischia di risvegliarsi tutti impiastricciati…
video partecipativo, parte della collezione “Sogni di Za”, Tunisia 2007
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Che cos’è la guerra in un paese isolato, dove non è mai arrivata? Che cos’è la guerra per un anziano, che misura i suoi pensieri sui campi, e per un giovane, che li misura sulla televisione?
documentario, Italia, 2006, 31 min, di Andrea Segre
Girato da Andrea Segre nel deserto del Sahara, in Niger, nel maggio 2006 e realizzato in collaborazione con Stefano Liberti e Ferruccio Pastore, “A Sud di Lampedusa” documenta le difficoltà dei viaggi nel deserto e raccoglie le testimonianze dei migranti stagionali arrestati in Libia e abbandonati alla frontiera nigerina. Catturati durante retate della polizia e detenuti in condizioni degradanti per poi essere deportati. Uno di loro racconta che i detenuti del campo di Sabha sono costretti ai lavori forzati per costruire il nuovo commissariato della polizia. Prodotto e distribuito da Cespi e Sid.
selezione di circa 8 minuti del documentario, che dura 31 minuti.
video partecipativo, parte della collezione “Lapa TV”, Italia 2006
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cortometraggio fra finzione e documentario realizzato dai laboratori di Lapa TV con gli alunni della scuola media di S. Marina Salina nell’aprile del 2006.
Mohammad e Taghreed vivono a Biddu, in Palestina: un paese che sta venendo circondato dal Muro per tre lati. Mohammed non va a scuola: passa la giornata per strada o al biliardo. Non vede alcuna ragione di costruirsi un futuro, quando manca solo un tetto a chiudere lui ed il suo popolo definitivamente in gabbia. Taghreed andrebbe volentieri a scuola; ma non ha documenti per oltrepassare il muro, e non può.
documentario, Italia, Palestina 2006, 20 min, di Nawafeth Youth Forum, Stefano Collizzolli e Sara Zavarise
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Mohammad e Taghreed vivono a Biddu, in Palestina: un paese che sta venendo circondato dal Muro per tre lati. Mohammed non va a scuola: passa la giornata per strada o al biliardo. Non vede alcuna ragione di costruirsi un futuro, quando manca solo un tetto a chiudere lui ed il suo popolo definitivamente in gabbia. Taghreed andrebbe volentieri a scuola; ma non ha documenti per oltrepassare il muro, e non può.
(video integrale disponibile in pay per view)
Solchi sul viso degli anziani, come solchi nei campi, nella terra. Ferite potenzialmente fertili. Peso di una memoria a volte, in Palestina, oppressiva, una memoria che segna, che diventa immediatamente discorso pubblico, ossessivamente identitario.
Documentario equo e solidale prodotto dall’Associazione Tonicorti insieme con ICS, con la collaborazione di musicRekk, UCC e il Comune di Padova.
“Dio era un musicista” è un film dedicato ai diversi volti della produzione musicale indipendente senegalese. Le storie, le voci e i volti di artisti si intrecciano là dove la musica vissuta quotidianamente con energia e fatica racconta un’altra faccia dell’Africa: la sua complessa spiritualità, l’intreccio tra tradizione e modernità, l’incontro tra diverse culture.
Al centro del film la musica, le difficoltà tecniche ed economiche di produzione, ma soprattutto la grande forza di volontà che caratterizza il rapporto tra questi musicisti e la loro arte.
Equo e solidale perchè la distribuzione del film ha seguito i percorsi alternativi di promozione territoriale con il coinvolgimento diretto dei protagonisti che stanno ricevendo dalla distribuzione del DVD il 25% del guadagno, circa il corrispondente di un paio di mesi di vita in Senegal.
La partecipazione a questo progetto rappresenta per ICS l’impegno continuo a sostenere le comunità più vulnerabili e in difficoltà, con il loro coinvolgimento diretto.
Dal maggio 2009 l’Italia ha respinto in Libia centinaia di profughi del Corno d’Africa. Oltre duemila sono oggi bloccati nella guerra libica senza possibilità di avere alcuna protezione.
“Come un uomo sulla terra” è il documentario che ha rotto il silenzio sugli accordi tra Italia e Libia e ha svelato le terribili violenze subite dai migranti arrestati e respinti in Libia. Un racconto pieno di dignità che ha commosso e indignato centinaia di migliaia di italiani.
“A Sud di Lampedusa” documenta le difficoltà dei viaggi nel deserto e raccoglie le testimonianze dei migranti stagionali arrestati in Libia e abbandonati alla frontiera nigerina. Catturati durante retate della polizia e detenuti in condizioni degradanti per poi essere deportati.
in occasione dell’uscita dell’edizione dvd de “Il sangue verde”, pubblicazione speciale online dell’inedito video “Viaggio di Zongo e Abraham, due dei protagonisti de “Il sangue verde”
L’osservatorio Braccianti e’ un nuovo portale che ospita le segnalazioni e le notizie relative alle condizioni dei lavoratori agricoli immigrati in Italia.
Gennaio 2010, Rosarno, Calabria. Le manifestazioni di rabbia degli immigrati mettono a nudo le condizioni di degrado e ingiustizia in cui vivono quotidianamente migliaia di braccianti africani, sfruttati da un’economia fortemente influenzata dal potere mafioso della ‘Ndrangheta.